SGLT2: iI nuovi protagonisti della Sindrome Cardio-Renale-Metabolica (CRM)
Il Prof. Celestino Sardu, docente dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, è intervenuto come relatore al congresso “SGLT2: iI nuovi protagonisti della Sindrome Cardio-Renale-Metabolica (CRM)”, tenutosi a Napoli il 25 ottobre 2025.
Durante l’incontro, dedicato al dialogo tra specialisti di cardiologia, nefrologia e diabetologia, si è discusso dell’approccio integrato al paziente con sindrome cardio-renale-metabolica, una condizione complessa che richiede una gestione multidisciplinare per prevenire eventi cardiovascolari e complicanze metaboliche.
Nel suo intervento dal titolo “Scompenso Cardiaco a Frazione d’Eiezione Preservata: diagnosi e terapia”, il Prof. Sardu ha presentato le più recenti evidenze scientifiche sull’HFpEF, sottolineando come oggi rappresenti circa il 50% dei casi totali di scompenso cardiaco.
Il Professore ha evidenziato le difficoltà diagnostiche di questa forma di scompenso, spesso mascherata da comorbidità come ipertensione, obesità, fibrillazione atriale e insufficienza renale cronica, e ha illustrato i nuovi strumenti diagnostici – tra cui gli score HFA-PEFF e H₂FPEF – che aiutano a individuare più precocemente la patologia.
Sul fronte terapeutico, ha approfondito il ruolo degli SGLT2-inibitori, in particolare Empagliflozin, che hanno dimostrato di migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti con HFpEF.
Il Prof. Sardu ha inoltre ricordato che, dal gennaio 2025, in Campania sarà rimborsato il dosaggio dei peptidi natriuretici NT-proBNP, utile per la diagnosi precoce di scompenso cardiaco.
Il suo intervento si è concluso con un appello alla collaborazione tra cardiologi e medici di medicina generale per una diagnosi tempestiva e una terapia personalizzata, centrata sui diversi fenotipi di HFpEF.
Cardiologo
Il Prof. Dottor Celestino Sardu Cardiologo, dal momento della sua presa in servizio, ha svolto attività di ricerca presso cattedra di Medicina Interna dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e in collaborazione con Centri esteri degli Stati Uniti d’ America (Tample University, Philadelphia; A. Einstein College of Medicine, NYC; Stanford University, Paolo Alto; USA)



