Cos’è? L’insufficienza cardiaca
Cos’è? L’insufficienza cardiaca è una sindrome clinica in cui il cuore non riesce a soddisfare le richieste metaboliche dell’organismo. Il deficit può essere sistolico (HFrEF) o diastolico (HFpEF); l’attivazione neuro-ormonale e la ritenzione idrosalina, utili all’inizio, nel tempo peggiorano la funzione miocardica. Viene classificata in base all’ FE (HFrEF <40%; HFpEF ≥50%), la classe NYHA (I-IV), e gli stadi ACC/AHA Society.
Segni chiave: dispnea da sforzo/decubito, edemi declivi, affaticabilità, aumento BNP/NT-proBNP.
Perché è importante?
È tra le prime cause di ricovero e ri-ricovero, con impatto su mortalità, qualità di vita e costi sanitari. Le terapie guidate dalle evidenze riducono eventi e migliorano la sopravvivenza (ARNI, betabloccanti, MRA, SGLT2i) e, nei candidati idonei, dispositivi (CRT/ICD).
Cosa sta cambiando in terapia?
- SGLT2-inibitori (gliflazine): riducono ospedalizzazioni e, nei portatori di ICD/CRT-D con HFrEF, si associano a meno aritmie atriali e ventricolari.
- Vericiguat (stimolatore sGC): opzione per HFrEF ad alto rischio post-riacutizzazione; migliora esiti in selezionati pazienti.
- Terapia combinata con SGLT2i ed incretino-mimetici (GLP-1RAs).
Ricerca del Prof. Celestino Sardu collegata al tema
Rimodulazione aritmica e riduzione significativa delle aritmie nei pazienti con HFrEF e tratti con defibrillatore (ICD) e defibrillatore re-sincronizzatore cardiaco (CRTd). Studi recenti (autorialità inclusa) indicano che l’uso di SGLT2i nei portatori di ICD/CRT-D si associa a meno aritmie atriali/ventricolari e a migliori esiti elettrofisiologici. Condizione analoga osservata nei pazienti che ricevono il sacubitril/valsartan (ARNI) quale farmaco anti-remodeling in pazienti HFrEF trattati con CTRd (Pharmacological Research 2024 e 2025).
Tali effetti sono favorevoli anche nei diabetici quali pazienti ad alto rischio ed in terapia combinata con SGLT2i in aggiunta a GLP-1RAs; Diabetes Research and Clinical Practice 2025).
Biologia di sesso e rischio CV: tessuto adiposo mammario ed endotelio.
Il gruppo del Prof. Sardu ha mostrato che densità/accumulo di grasso mammario in pre-menopausa si associa a maggior rischio di MACE e peggiore performance cardiovascolare, con possibili vie SGLT2/SIRT. Queste evidenze sottolineano il ruolo dell’infiammazione e della disfunzione endoteliale nel rischio CV femminile (JACC: Cardiovascular Imaging, 2021; European Journal of Internal Medicine, 2023).
Cos’è? L’insufficienza cardiaca è una sindrome clinica in cui il cuore non riesce a soddisfare le richieste metaboliche dell’organismo. Il deficit può essere sistolico (HFrEF) o diastolico (HFpEF); l’attivazione neuro-ormonale e la ritenzione idrosalina, utili all’inizio, nel tempo peggiorano la funzione miocardica. Viene classificata in base all’ FE (HFrEF <40%; HFpEF ≥50%), la classe NYHA (I-IV), e gli stadi ACC/AHA Society.
Segni chiave: dispnea da sforzo/decubito, edemi declivi, affaticabilità, aumento BNP/NT-proBNP.
Perché è importante?
È tra le prime cause di ricovero e ri-ricovero, con impatto su mortalità, qualità di vita e costi sanitari. Le terapie guidate dalle evidenze riducono eventi e migliorano la sopravvivenza (ARNI, betabloccanti, MRA, SGLT2i) e, nei candidati idonei, dispositivi (CRT/ICD).
Cosa sta cambiando in terapia?
- SGLT2-inibitori (gliflazine): riducono ospedalizzazioni e, nei portatori di ICD/CRT-D con HFrEF, si associano a meno aritmie atriali e ventricolari.
- Vericiguat (stimolatore sGC): opzione per HFrEF ad alto rischio post-riacutizzazione; migliora esiti in selezionati pazienti.
- Terapia combinata con SGLT2i ed incretino-mimetici (GLP-1RAs).
Ricerca del Prof. Celestino Sardu collegata al tema
Rimodulazione aritmica e riduzione significativa delle aritmie nei pazienti con HFrEF e tratti con defibrillatore (ICD) e defibrillatore re-sincronizzatore cardiaco (CRTd). Studi recenti (autorialità inclusa) indicano che l’uso di SGLT2i nei portatori di ICD/CRT-D si associa a meno aritmie atriali/ventricolari e a migliori esiti elettrofisiologici. Condizione analoga osservata nei pazienti che ricevono il sacubitril/valsartan (ARNI) quale farmaco anti-remodeling in pazienti HFrEF trattati con CTRd (Pharmacological Research 2024 e 2025).
Tali effetti sono favorevoli anche nei diabetici quali pazienti ad alto rischio ed in terapia combinata con SGLT2i in aggiunta a GLP-1RAs; Diabetes Research and Clinical Practice 2025).
Biologia di sesso e rischio CV: tessuto adiposo mammario ed endotelio.
Il gruppo del Prof. Sardu ha mostrato che densità/accumulo di grasso mammario in pre-menopausa si associa a maggior rischio di MACE e peggiore performance cardiovascolare, con possibili vie SGLT2/SIRT. Queste evidenze sottolineano il ruolo dell’infiammazione e della disfunzione endoteliale nel rischio CV femminile (JACC: Cardiovascular Imaging, 2021; European Journal of Internal Medicine, 2023).
Cardiologo
Il Prof. Dottor Celestino Sardu Cardiologo, dal momento della sua presa in servizio, ha svolto attività di ricerca presso cattedra di Medicina Interna dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e in collaborazione con Centri esteri degli Stati Uniti d’ America (Tample University, Philadelphia; A. Einstein College of Medicine, NYC; Stanford University, Paolo Alto; USA)


