Angina pectoris: Cos’è
L’angina pectoris è un dolore o fastidio al petto causato da una riduzione temporanea del flusso di sangue al cuore. In altre parole, il muscolo cardiaco non riceve abbastanza ossigeno durante lo sforzo o lo stress. Non è una malattia a sé, ma un segnale di allarme di malattia coronarica. Il dolore è spesso descritto come pressione, peso o bruciore retrosternale.
L’angina pectoris può essere stabile o instabile. Quella stabile compare con sforzo e si attenua con riposo o nitroglicerina. Quella instabile è più imprevedibile, può insorgere a riposo e dura più a lungo. Quest’ultima è un’urgenza medica. Esiste anche l’angina variante, dovuta a spasmo coronarico, e la microvascolare, legata a piccoli vasi del cuore.
Cause principali
La causa più comune di angina pectoris è l’aterosclerosi delle coronarie. Le placche di grasso restringono le arterie e limitano il flusso sanguigno, specialmente durante lo sforzo. Inoltre, uno spasmo coronarico può ridurre improvvisamente il lume del vaso. Altre condizioni, come anemia grave, tachiaritmie o stenosi aortica, aumentano la richiesta di ossigeno del cuore.
I fattori di rischio includono fumo, ipertensione, colesterolo alto, diabete, sovrappeso, sedentarietà e stress. Anche familiarità per cardiopatia ischemica e età avanzata aumentano il rischio. Intervenire su questi fattori è cruciale: smettere di fumare, migliorare l’alimentazione e fare attività fisica regolare riduce la probabilità di angina e complicanze.
Sintomi
Il sintomo tipico è un dolore o oppressione al centro del petto, che può irradiarsi a braccia, spalle, collo, mandibola o schiena. Spesso compare con sforzo, emozioni intense, freddo o dopo un pasto abbondante, e si attenua con il riposo. Possono associarsi respiro corto, sudorazione fredda, nausea, stanchezza marcata o capogiri.
Nelle donne, negli anziani e nelle persone con diabete, i sintomi possono essere atipici, come affanno o stanchezza senza dolore evidente. Se il dolore è intenso, dura più di 10 minuti, non passa con il riposo o si accompagna a svenimento o forte dispnea, chiama subito il 112. Potrebbe trattarsi di un infarto in corso e serve assistenza immediata.
Diagnosi
La diagnosi di angina pectoris inizia con anamnesi accurata e visita medica. Il medico valuta caratteristiche del dolore, fattori di rischio e farmaci assunti. Un elettrocardiogramma a riposo può mostrare segni indiretti di ischemia. Inoltre, esami del sangue con troponina aiutano a distinguere angina instabile da infarto. La pressione arteriosa e il profilo lipidico completano la valutazione.
Per confermare e quantificare il problema, si utilizzano test da sforzo su cyclette o tapis roulant, ecocardiogramma da stress, scintigrafia miocardica o risonanza cardiaca. La TAC coronarica valuta le placche; la coronarografia visualizza direttamente le coronarie ed è utile se si ipotizza una rivascolarizzazione. In base ai risultati, il cardiologo definisce un piano personalizzato di terapia e prevenzione.


