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Aterosclerosi coronarica: Cos’è

L’aterosclerosi coronarica è una malattia in cui le arterie del cuore si restringono a causa dell’accumulo di placca, composta da colesterolo, grassi, calcio e cellule infiammatorie. Con il tempo, questo deposito indurisce e riduce il flusso di sangue verso il muscolo cardiaco. Di conseguenza, il cuore riceve meno ossigeno, specialmente durante lo sforzo, e possono comparire dolore al petto o altri disturbi. La condizione è progressiva e può restare silente per anni, fino a manifestarsi con episodi acuti come l’infarto.

Pur essendo frequente, l’aterosclerosi coronarica non è inevitabile. Intervenire sui fattori di rischio e riconoscere i segnali precoci aiuta a prevenire complicanze gravi. Inoltre, seguire controlli regolari consente di individuare le persone più esposte e avviare per tempo le cure più appropriate.

Cause principali

Le cause dell’aterosclerosi coronarica sono multifattoriali. Il colesterolo LDL alto favorisce la formazione della placca, mentre la pressione arteriosa elevata danneggia la parete interna delle arterie, facilitando l’ingresso dei grassi. Anche il fumo di sigaretta ha un ruolo chiave: aumenta l’infiammazione, riduce l’ossigeno nel sangue e accelera il processo aterosclerotico.

Altri fattori importanti includono diabete, sovrappeso, sedentarietà e dieta ricca di grassi saturi e zuccheri. L’età avanzata e la predisposizione familiare aumentano ulteriormente il rischio. Inoltre, stress cronico, scarso sonno e alcune malattie infiammatorie possono contribuire all’evoluzione della malattia. Agire su stile di vita, alimentazione e controllo dei valori clinici è quindi essenziale per ridurre la probabilità di sviluppare o peggiorare l’aterosclerosi coronarica.

Sintomi

L’aterosclerosi coronarica può non dare sintomi nelle fasi iniziali. Quando il restringimento delle arterie aumenta, compaiono segnali come dolore o pressione al petto (angina), soprattutto durante lo sforzo o lo stress, affanno, facile affaticamento, palpitazioni e, talvolta, dolore che si irradia a braccio sinistro, spalle, mandibola o schiena. Questi disturbi tendono a migliorare con il riposo.

In alcune persone, come donne, anziani e diabetici, i sintomi possono essere atipici: nausea, sensazione di indigestione, sudorazione fredda, capogiri o stanchezza marcata. Se il dolore toracico è intenso, prolungato, associato a mancanza di respiro, sudorazione profusa o svenimento, potrebbe trattarsi di un infarto. In queste situazioni è fondamentale chiamare subito i soccorsi, perché ogni minuto è prezioso per salvare il muscolo cardiaco.

Diagnosi

La diagnosi di aterosclerosi coronarica inizia con la valutazione dei fattori di rischio, l’anamnesi e la visita medica. Successivamente, il medico può prescrivere esami del sangue per controllare colesterolo, trigliceridi e glicemia. Un elettrocardiogramma a riposo aiuta a individuare alterazioni del ritmo o segni di sofferenza del cuore. Inoltre, il test da sforzo valuta la risposta del cuore all’attività fisica, mentre l’ecocardiogramma esamina la funzione e la struttura cardiaca.

Per approfondire, si possono usare metodiche di imaging come la TAC coronarica, che evidenzia le placche e il grado di ostruzione, o il calcium score, utile per stimare il carico di calcio nelle arterie. Nei casi più complessi o in presenza di sintomi importanti, la coronarografia (esame invasivo) visualizza direttamente le coronarie e può essere seguita da un’angioplastica per ripristinare il flusso. In situazioni acute, la misurazione della troponina nel sangue aiuta a confermare il danno cardiaco. Una diagnosi precisa consente di impostare un piano terapeutico personalizzato e di migliorare la prognosi nel tempo.

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