Cardiovascular Health in the Shadow of Diabetes and Metabolic Dysfunction-Associated Steatotic Liver Disease: An Emerging Paradigm
Abstract
Background.
The coexistence of type 2 diabetes, metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease (MASLD) and cardiovascular disease describes a clinical profile encountered very frequently in daily practice. Besides being highly prevalent, this combination is characterised by accelerated vascular ageing and by a poor prognosis. Insulin resistance remains the common denominator, but its systemic consequences reach well beyond glucose handling and shape inflammation, oxidative stress and endothelial dysfunction.
Content of the review.
The authors examine how these interconnected conditions challenge current diagnostic frameworks and therapeutic strategies. Particular attention is given to aspects that are usually neglected in routine care, such as the contribution of gut-derived metabolites and of adipose tissue dysfunction, despite the strength of the mechanistic evidence supporting their role. The review also summarises the potential of non-invasive tools and biomarkers and of cardioprotective drugs including SGLT2 inhibitors, GLP-1 receptor agonists and tirzepatide, while acknowledging that the translation of these agents into everyday hepatology and cardiology practice is still incomplete.
Conclusions.
Prevention and care should not be compartmentalised. An integrated, patient-centred approach based on early screening and multidisciplinary management is required to address this complex interplay. Recognising the pathways shared by type 2 diabetes, MASLD and cardiovascular disease can help clinicians anticipate complications and design more effective and sustainable strategies for long-term outcomes.
Sintesi in italiano dello studio
Diabete di tipo 2, steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD) e malattia cardiovascolare compaiono spesso insieme nello stesso paziente, e questa revisione parte proprio dalla constatazione che raramente vengono affrontate come un unico problema. Il denominatore comune è l’insulino-resistenza, ma i suoi effetti vanno molto oltre il controllo della glicemia: alimentano infiammazione sistemica, stress ossidativo e disfunzione endoteliale, con un invecchiamento vascolare accelerato e una prognosi peggiore.
Gli autori discutono i limiti degli attuali criteri diagnostici, pensati per singole patologie e poco adatti a un quadro che le attraversa tutte, e richiamano l’attenzione su elementi spesso trascurati nella pratica quotidiana, come il ruolo dei metaboliti di origine intestinale e la disfunzione del tessuto adiposo, sostenuti da solide evidenze meccanicistiche ma ancora poco considerati al letto del paziente.
Una parte della revisione è dedicata agli strumenti disponibili: metodiche non invasive e biomarcatori per identificare precocemente il danno epatico e vascolare, e farmaci con documentata azione cardioprotettiva come gli inibitori di SGLT2, gli agonisti del recettore del GLP-1 e la tirzepatide. Il loro impiego, però, fatica ancora a diventare pratica condivisa tra epatologia e cardiologia.
Il messaggio conclusivo è di metodo prima ancora che di terapia: prevenzione e cura non possono restare compartimentate. Serve un approccio integrato e centrato sul paziente, con screening precoce e gestione multidisciplinare, perché riconoscere le vie comuni tra diabete, MASLD e malattia cardiovascolare permette di anticipare le complicanze anziché rincorrerle.
Autori
Cardiologo
Il Prof. Dottor Celestino Sardu Cardiologo, dal momento della sua presa in servizio, ha svolto attività di ricerca presso cattedra di Medicina Interna dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e in collaborazione con Centri esteri degli Stati Uniti d’ America (Tample University, Philadelphia; A. Einstein College of Medicine, NYC; Stanford University, Paolo Alto; USA)
